RESOCONTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 12 FEBBRAIO 2010

Si è tenuta la seduta del Consiglio Comunale in seconda convocazione. La seduta è stata aperta dal Sindaco al quale il gruppo di minoranza ha richiesto di procedere per la surroga del Consigliere Ana Maria Pensa che nel mese di novembre ha presentato le proprie dimissioni. Purtroppo le stesse non sono divenute efficaci perché la procedura adottata è stata quella prevista dallo Statuto Comunale che non è la stessa prevista dalla legge e cioè che le dimissioni devono essere presentate personalmente al protocollo. Il Sindaco è stato invitato ad adeguare lo Statuto Comunale alle nuove norme intervenute visto che l’ultimo aggiornamento risale al 2001.

Il punto successivo all’ordine del giorno, circa l’interrogazione presentata dal gruppo di minoranza il 14 ottobre 2009 sul “programma di riqualificazione urbana”, è esposto dal gruppo di minoranza (vedi allegato n.1) che ha rilevato alcune irregolarità tra la documentazione presentata come ad esempio la mancata relazione del revisore dei conti al quale è stata indirizzata l’interrogazione ai sensi dell’art. 239 commi a),c) del T.U. 267/2000 e la risposta del Sindaco (vedi allegato n.2) da noi non condivisa.

Il revisore dei conti aveva l’obbligo di relazionare al Consiglio Comunale sulle materie di propria competenza. Appare alquanto strana l’affermazione del Sindaco quando dice che il Consiglio Comunale approvando il programma per la richiesta di finanziamenti, approva anche i progetti esecutivi come prevede il piano di recupero del centro storico. Ciò non è vero perché l’approvazione del programma necessario per partecipare al bando pubblico non prevede anche l’approvazione del progetto esecutivo che invece è stato approvato successivamente dalla Giunta Comunale, senza rispettare l’art. 7, comma 4 delle norme tecniche di attuazione. Tali norme infatti prevedono che l’attuazione dei singoli IPIP (interventi di prevalente interesse pubblico) e del progetto esecutivo cantierabile sia subordinata all’approvazione da parte del Consiglio Comunale e che lo stesso principio vale per l’art. 8 che prevede l’approvazione del Consiglio Comunale degli interventi relativi alle NUAF (nuove unità abitative e funzionali).

Non si può affermare che la part. 455 sub 16 (dove è stato realizzato l’intervento di microricettività) non sia oggetto dei lavori perché la scheda relativa alle disponibilità delle aree e degli immobili oggetto dell’intervento redatta dal tecnico comunale e la relazione tecnica nel capitolo riguardante la microricettività, confermano che le particelle n. 455 e 458 del foglio 6 sono di proprietà privata da acquisire alla proprietà comunale e risultano essere adiacenti a quelle destinate ad edilizia sovvenzionata, inoltre è stata ristrutturata nonostante l’opposizione degli attuali proprietari.

Tale particella non è stata espropriata e non si comprende come sia stato possibile investire su di essa soldi pubblici. A chi appartiene questa proprietà?

Non è vero che la particella 455 sub 15, inserita totalmente ed erroneamente nel decreto di esproprio, è stata espropriata al 100%. A conferma di ciò la copiosa documentazione rimessa sul procedimento di esproprio ed il punto 7 di risposta all’interrogazione ne è la riprova, poiché si riferisce che in data 17-11-2009 è iniziata la procedura di rettifica significando che quanto affermato dal gruppo di minoranza corrisponde al vero.

Nella tavola 3°, planimetria approvata dalla Giunta Comunale, sono riportati l’intervento pubblico relativo all’alloggio di edilizia sovvenzionata, quello relativo all’intervento di microricettività e quello relativo ad un “intervento privato” che è rinominato “intervento variato” con una variante approvata dalla Delibera di Giunta Comunale n. 56/2008.

L’intervento di edilizia “variato” è la prima volta che appare su una tavola progettuale e la dice lunga su quello che si vuole far credere.

Se l’intervento privato eseguito è stato sostenuto economicamente dal proprietario come afferma il Sindaco, con quale provvedimento è stato autorizzato?

Perché nella progettazione di tale intervento, che è stata eseguita dai tecnici incaricati dal comune, è rinominato come “intervento privato”?

Perché regalare questi vantaggi?

Relativamente alla mancanza del cartello di cantiere abbiamo precisato che ne è stato apposto uno all’ingresso di via R. Margherita per qualche giorno nel 2007 dopo un nostro intervento verbale sul RUP (responsabile unico del procedimento) ing. Di Cesare, però incompleto dei dati necessari come i nomi dei progettisti, dei direttori dei lavori, delle fonti di finanziamento ecc.

Per quanto riguarda la mancanza dei visti di regolarità contabile non possiamo accettare la giustificazione circa l’interpretazione della giurisprudenza amministrativa. Infatti la Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con sentenza del giugno 2005 ha statuito che l’attestazione di regolarità contabile è un requisito formale di validità dell’impegno di spesa anche nei confronti dei successivi atti con privati, non surrogabile da una verifica ex post della sussistenza della copertura, ecco perché è necessario la risposta del revisore dei conti.

Il Sindaco si è riservato di verificare quanto affermato dal gruppo di minoranza con l’ufficio tecnico poiché non ha seguito i lavori che invece sono stati controllati dall’assessore Marcucci, che oggi è assente.

Colpisce infine, che la seduta fosse presieduta dal Sindaco che avrebbe dovuto assentarsi visto che la discussione interessava anche parenti fino al quarto grado.

Si dà lettura della deliberazione della Corte dei Conti relativa al bilancio di previsione del 2009 che richiama l’attenzione del Consiglio Comunale sui seguenti punti costituenti fattori di rischio per il mantenimento degli equilibri verificati:

- mancata adozione del piano triennale di cui al comma 594 legge finanziaria 2007; - mancata riduzione della spesa del personale per la contrattazione integrativa;

- mancata adozione del piano delle alienazioni e delle valorizzazioni immobiliari.

All’unanimità il Consiglio Comunale approva la richiesta di riconoscimento della tratta ferroviaria Sulmona-Carpinone, candidata al patrimonio dell’UNESCO. Dopo un dibattito sollevato dal gruppo di minoranza che sostiene che non basta limitarsi ad approvare ordini del giorno ma occorre impegnarsi fattivamente affinché la Regione Abruzzo assuma l’impegno ad intervenire, perché non si può consentire che nuovamente sul programma approvato sui fondi per le aree sottosviluppate (PAR-FAS) nulla è previsto. Inoltre il primo marzo di ogni anno si celebra la giornata delle ferrovie dismesse da parte dell’associazione CO.MO.DO. ed in occasione della celebrazione del 2009 della ferrovia Sulmona-L’Aquila, avevamo già sollecitato l’Amministrazione a prendere contatti con tale associazione, però anche in questo caso nulla è stato fatto.

Per quanto riguarda la nomina del revisore dei conti per il triennio 2010-2012 hanno presentato la domanda per la nomina quattro professionisti, su richiesta del gruppo di minoranza di conoscere la proposta della maggioranza, per poterla eventualmente condividere, si è invocata la privacy, invece il risultato della votazione ha dimostrato la divisione della maggioranza visto che l’attuale revisore il dott. Aurelio Rotolo ha ottenuto 6 voti ed un’altra candidata la dott.ssa Paola Chiavari solo due. Il gruppo di minoranza non ha potuto far altro che votare scheda bianca.

Per quanto riguarda il punto relativo alle linee di indirizzo per la redazione della variante al P.R.G. dopo la lettura del documento (vedi allegato n.3) del gruppo di maggioranza da parte del consigliere Stefano Di Mascio e dopo la lettura di quello del gruppo di minoranza (vedi allegato n.4) del consigliere Liborio D’Amore è iniziato il dibattito.

È emerso come la maggioranza vuole attribuire le responsabilità al vigente piano regolatore rispetto alle difficoltà che incontra il nostro paese. Si elencano gli atti relativi alla formazione dello strumento urbanistico, su come gli insediamenti alberghieri di piccole e medie dimensioni nel futuro dovrebbero indirizzare l’offerta verso ponti festivi e week-end, si scopre l’importanza della linea ferroviaria Sulmona-Carpinone e del progetto dell’Ente Parco Maiella “al Parco in Treno” mentre i parametri di riferimento per lo sviluppo urbanistico sono quelli contenuti nel Piano Territoriale Provinciale, occorre ripensare le infrastrutture sportive e quelle estive.

Attenzione andrà posta al Piano del Parco della Majella che sostituirà la prescrizione di tutela dei beni ambientali previsti dal piano paesistico regionale. Il gruppo di minoranza, dopo aver fatto rilevare che diventa faticoso sostenere che le difficoltà attuali derivino dalla programmazione prevista nel piano regolatore dopo che l’attuale maggioranza lo ha gestito e condiviso per 10 anni, non è assolutamente d’accordo con la ricostruzione storica delle vicende urbanistiche che hanno interessato il nostro paese che invece sono quelle riportate nel documento da loro presentato. Il gruppo di minoranza sostiene invece che il futuro del nostro paese dipende prioritariamente dalla ricostruzione dell’offerta alberghiera per molti mesi durante l’anno e non specializzarsi solo per i week-end.

L’albergo diffuso è importante però non è risolutivo delle nostre difficoltà, ogni località ha una sua peculiarità e il nostro capitale costituito dalla risorsa ambientale deve essere utilizzato correttamente per ottenere le dovute ricadute economiche.

Non siamo d’accordo con la definizione data alle strutture alberghiere esistenti che sono diventate addirittura detrattori dello sviluppo in un contesto ambientale di rilievo evidenziando la preoccupazione relativa alla trasformazione in residence delle attuali strutture alberghiere.

Il gruppo di minoranza dichiara la propria soddisfazione perché la maggioranza finalmente comprende l’importanza del progetto al “Parco in treno” dopo che per anni tale progetto non è stato preso mai in considerazione.

Spiega poi la minoranza alla maggioranza, che continua a citare strumenti ormai superati e insussistenti, che attualmente l’unico strumento urbanistico di riferimento è il piano del Parco della Majella, che approvato definitivamente, annulla l’efficacia di tutti gli altri strumenti urbanistici esistenti come prevede l’art 12 della L. 394/91, strumento del quale il Sindaco ha sottoscritto l’intesa con l’Ente Parco.

Per quanto riguarda invece le infrastrutture sportive e turistiche, il gruppo di minoranza mette in evidenza come la maggioranza si accorge solo oggi della loro importanza.

Perchè per oltre 10 anni quelle proposte che già erano state avanzate sono state accantonate?

Il marketing territoriale con la carta di valorizzazione del territorio non sono più rinviabili se vogliamo che il nostro paese abbia un futuro turistico degno di questo nome.

A conclusione del dibattito il Sindaco afferma che i due documenti, eccetto la prima parte e cioè la ricostruzione storica dei processi urbanistici di Campo di Giove, possono essere integrati precisando che non ci saranno mutamenti di destinazioni d’uso degli alberghi esistenti e propone di verificare la possibilità della redazione di un documento unico che stabilisca le linee di indirizzo della variante al piano regolatore generale e dichiara la seduta chiusa.

Gruppo "Per Campo di Giove"

 

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