Perse dal 1902, sono tornate far parte del Museo Nazionale d’Abruzzo.
Questi due preziosi pannelli possono essere affiancati all’altro conservato
presso il museo, parti integranti della custodia per la statua di Sant’Eustachio,
purtroppo trafugati nel 1902 dalla chiesa di Campo di Giove, dedicata sin
dal XII secolo al Santo Cacciatore e martire della cristianità.
I due pannelli rappresentano la Conversione di Sant’Eustachio e Sant’Eustachio
e la famiglia abbandonano la città colpita dalla peste, sono stati realizzati
da un anonimo rappresentante del gotico tardo in Abruzzo, hanno le dimensioni
di 63,5 x 34,9. Essi, di un insieme di 16 pannelli costituivano la teca della
statua del santo.
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La custodia era formata da due sportelli, ognuno dei quali articolato in due liste verticali incernierati, con le sedici scene della vita del Santo dipinte sulle facce interne delle ante. L’ordine di lettura delle Storie di Sant’Eustachio, visibili soltanto sportelli aperti, era da sinistra verso destra, dall’alto in basso. La custodia, chiusa nel fondo da un terzo pannello, era inoltre coronata da un timpano con caulicoli rampanti lungo gli spioventi, contenente l’immagine del Santo.
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Il racconto inizia con l’apparizione di Cristo al romano Placido fra le corna di un cervo durante una battuta di caccia, seguito dal battesimo dello stesso Placido, che avrebbe assunto il nome di Eustachio: dopo la seconda apparizione di Cristo, che annuncia a Eustachio tribolazioni, sono illustrate le numerose vicissitudini occorse al Santo, alla moglie Teapista e ai figlioletti Agapito e Teopista concluse con il martirio dell’intera famiglia, arsa viva entro un toro di bronzo.
Un primo studio delle tavole di Sant’Eustachio si deve
a Martin Eisemberg, egli conosceva le due tavole del Grant Art Museum,
• La conversione di Placido;
• Eustachio e la sua famiglia abbandonano la città colpita dalla peste;
entrambe pervenute al museo nel nel 1947,
• La tavola con la seconda apparizione;
di proprietà privata a Washington, e due tavole ex Pelletier,
• Eustachio e la sua famiglia in fuga verso l’Egitto;
• I messi di Traiano conducono Eustachio dall’Imperatore;
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vendute entrambe a Parigi nel 1930, dal 1966 nella collezione Saibene di Milano, assieme ad altre tre tavole da Campo di Giove , acquistate nel 1988:
• Eustachio incontra i messi dell’Imperatore Traiano;
• Eustachio rifiuta di sacrificare agli idoli;
• Martirio di Sant’Eustachio e della sua famiglia.
All’Eisemberg non era stato possibile rintracciare il pannello,
• Ricongiungimento di Eustachio e Teapista con i figli;
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recuperato nel 1947 da Federico Zeri sul mercato dell’antiquariato romano e arrivato al Museo Nazionale d’Abruzzo nel 1954.
La solerte professoressa Cristiana Pasqualetti ha avuto la ventura di riconoscere la tavoletta nei depositi del museo e l’ha segnalata. In seguito si è creato un polo di ricerca, che ha portato ritrovamenti documentari in merito alla vicenda del furto, ritrovamenti ai quali sono seguite individuazione della statua di Sant’Eustachio nei locali della Curia di Sulmona e la proposta di restituzione delle tavolette del Grana Rapids Museum.
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Grazie alla solerzia della ricercatrice altre quattro tavole sono state ritrovate nel catalogo della casa d’aste Christie’s di Londra, pronte per essere vendute all'asta.
Gli antichi dipinti di Sant’Eustachio sono stati successivamente sequestrati da Scotland Yard.
Il provvedimento è stato adottato dopo il blocco dell’asta da Christie’s. Tre imprenditori di Campo di Giove si sono affidati a uno studio legale londinese per cercare di riportare le opere in Abruzzo. Si spera in uno sforzo di tutti.