
Hellyer: "Non è esatto. È stato di recente. Quando ero Ministro della Difesa, sulla mia scrivania
arrivavano dei rapporti di avvistamenti. Indicavano solo se ci fosse o meno una qualche
spiegazione naturale e io ero di gran lunga troppo occupato, all'epoca, per preoccuparmene. Ero
il ministro che unificò le Forze Armate, il Royal Canadian Army, la Royal Canadian Navy e la
Royal Canadian Air Force in una sola forza armata. Una mossa senza precedenti per il mondo
occidentale. Robert McNamara, allora Segretario della Difesa statunitense, disse che questo era
ciò che desideravano tutti i ministri, ma non avevano il fegato di farlo. In realtà, fu la guerra
a renderlo possibile".
Paul Hellyer: "Sì, erano gli anni '60, ma allora non mi interessavano gli UFO, avevo troppo altro
da fare. La vera curiosità è venuta, credo, negli ultimi tempi, quando alcuni amici hanno
cominciato a inviarmi del materiale, che però non avevo tempo di leggere, così lo mettevo da
parte, sullo scaffale, in attesa di consultarlo in futuro. Devo ammettere che fu solo dopo che
portai il libro del Colonnello Corso nel mio cottage a Muskoska, un anno fa, e mi sedetti a
leggerlo, allora si risvegliò il mio interesse, perché sapevo che era vero. Mi dissi "Ehi, qui
c'è qualcosa che voglio scoprire, perché è importante e vi sono molte tematiche politiche su cui
dovrò riflettere"".
Hellyer: "Mi sembra sia stato Pierre Jeauneau. Pierre, è solito inoltrarmi parecchia roba. È
sempre premuroso e sa quanto sono oberato di lavoro, è la verità, può constatarlo dalla mia
scrivania".
Hellyer: "È vero. Lavoro giorno e notte. La gente mi chiede cosa faccio ora che sono in pensione,
e la sola differenza è che lavoro, più o meno, solo sei giorni la settimana, adesso. Quando lessi
il libro di Corso capii che era autentico. Mi sono chiesto "chi potrebbe essere in grado di
scrivere una fiction come questa?". In un anno, leggo solo pochi libri, ma quello di Corso era
talmente convincente che fino alla fine non seppi decidere, al 100%, se si trattasse di fatti
reali o di finzione. Esisteva anche solo una possibilità che fosse finzione? Conclusi che non era
possibile, perché c'erano troppe date, troppi nomi e troppi riferimenti che conoscevo, in quanto
ex ministro della Difesa, e che riconoscevo come corretti. Il libro immediatamente suscitò in me
un forte interesse e una profonda apprensione".
Hellyer: "Non posso dire di chi si tratta, o quante stelle abbia. Stavo leggendo il libro e ne
parlai con mio nipote, che si trovava in visita da me per un paio di giorni. Come la gran parte
della gente, era scettico, e non aveva problemi ad ammetterlo. Due settimane dopo mi chiamò. Mi
disse di aver parlato con il mio amico generale in pensione e citò le sue parole: "È vera ogni
singola parola, e anche di più". E poi aggiunse: "Quel libro, devo assolutamente leggerlo!"".
Hellyer: "Ha stimolato la mia curiosità e la mia apprensione, perché riconosco le questioni
politiche quando me le trovo davanti. Sul piano politico, si prenda la dichiarazione del Generale
Twining (Nathan Twining, membro MJ-12, N.d.R.), il quale definì questi popoli come "nemici
alieni". Dunque la mia prima domanda è: "Sono ancora considerati alieni?". Perché, se lo sono,
l'Esercito degli Stati Uniti si sta preparando ad annientarli. Poi mi sono chiesto, se (gli
alieni) impiegassero una tecnologia superiore, cosa succederebbe? Subirebbero un attacco o
adotterebbero tale tecnologia per reagire pesantemente alla provocazione? Quali sarebbero le
conseguenze per gli Stati Uniti e per il mondo intero? È una questione di enorme importanza.
Ovvio che, fra le altre considerazioni politiche, c'è che se questa tecnologia è tanto
stupefacente potrebbe venire utilizzata per salvare in nostro pianeta dalla distruzione
ambientale? Potremmo fare a meno di bruciare combustibili fossili e salvare la fascia di ozono,
fermare lo scioglimento delle Calotte Polari e il conseguente innalzamento del livello del mare
in tutto il mondo, o impedire la distruzione del sistema climatico? Credo che moltissima gente
sia più preoccupata di quanto sia disposta ad ammettere ed è per questo che il clima è di enorme
importanza. La terza considerazione è che, naturalmente, tutto ciò conferma che gli alti gradi
non stanno raccontando la verità su Roswell. Questo è chiaro. Ho visto alcuni di loro in
televisione, non molto tempo fa, e la linea di partito è ancora quella del pallone meteorologico,
e ho sentito dozzine di altri dire di aver giurato segretezza. Così mi sono detto: "Aspetta un
minuto! Non prendiamoci in giro! Far giurare segretezza a causa dello schianto di un pallone
meteorologico?"".
Hellyer: "Beh, non è credibile! Quindi, per come vanno le cose, possono tacciare di mancanza di
credibilità le persone che sostengono che questi schianti sono veri, ma a mio parere sono proprio
quelli che sostengono che si trattò di un pallone meteorologico a non essere in alcun modo
credibili. Questo è cover-up: sono convinto che ci sia stato un cover-up sistematico e ben
riuscito, per mezzo secolo, se non di più. L'intero cover-up conferisce credibilità alla teoria
di Lewis Lapham, il direttore di Harper's Magazine, sui due governi. Immagino che ne abbia
sentito parlare".
Hellyer: "Quello permanente e quello provvisorio, o il permanente e il provvisorio. Lapham
ritiene che il Governo degli Stati Uniti permanente sia rappresentato dall'elenco dei cinquecento
nomi di "Fortune", dai maggiori studi legali di Washington che li assistono e dalle principali
agenzie di che si occupano delle loro pubbliche relazioni, o per essere un po' più schietti,
della loro propaganda, senza dimenticare i mezzibusti, sia militari che civili. Sono loro a
governare gli Stati Uniti e ogni tot anni, mi consenta una parafrasi da ex politico, organizzano
una farsa chiamata "elezioni" e il governo permanente sceglie gli attori che dovranno calcare il
palcoscenico e leggere il copione scritto dal governo programmato, assoldando attori che non
improvviseranno troppo e che eseguiranno ciò che viene detto loro di fare, gli daranno dei soldi
per essere eletti e nessun altro si presenterà, perché le elezioni sono diventate un affare
troppo dispendioso, soprattutto negli Stati Uniti, dove servono somme astronomiche per essere
eletti. Chi non abbia alle spalle l'establishment, non è neppure in lizza. La chiamano
Democrazia, ma è solo un nonsenso. A mio avviso questo conferma l'esistenza di un vero problema
nei paesi che definiamo democratici, dove noi siamo, sostanzialmente, i burattini di persone che
si considerano proprietarie del nostro sistema sociale, quindi spesso non ha alcuna importanza
chi eleggiamo, perché chi viene eletto non apporterà alcun cambiamento importante. Queste sono
questioni politiche fondamentali, che mi interessano, anzi, ritengo che debbano essere affrontate
e risolte in primo luogo per gli Stati Uniti, ma anche per tutta l'umanità, perché noi siamo
subalterni agli Stati Uniti in tutto ciò in cui sono coinvolti. Basta prendere il giornale di
oggi, per leggere che il nostro nuovo Ministro della Difesa sotto il nuovo governo di minoranza,
Steven Harper, ha dichiarato di voler riproporre la questione della difesa antimissilistica. Ho
drizzato subito le antenne. Faremo dunque parte di questo business nel costruire un sistema
studiato per misurarsi con gli "intrusi alieni". Vogliamo farne parte? Sembra chiaro che vorremmo
farne parte senza neppure sapere cosa stiamo facendo. Allora, vuol dire che il nostro Primo
Ministro è... nel giro? Assolutamente no! Sono sicuro che non lo è. E che dire del nostro
Ministro della Difesa, un semplice Generale di Brigata (grado, in Canada, inferiore a
contrammiraglio, N.d.R.), lui può esserci, nel giro? Certamente no. Si allinea semplicemente al
giudizio convenzionale secondo il quale va realizzato un sistema che ci protegga da missili
nemici, da parte di solo il cielo sa chi, si associa alla linea politica, alla storia di
copertura ed è qui che io dico "questo non mi sta bene". Prima di cominciare a spendere soldi,
dobbiamo avere fatti, cifre e informazioni reali, per giustificare l'impegno di risorse e di
tempo, deviati da cose di gran lunga più importanti, entrando oltretutto a far parte di un
progetto che probabilmente per noi non va bene affatto".
Hellyer: "Io credo nella ricerca della verità, nella "Buona Novella" sta scritto che la Verità vi
renderà liberi. Non esiste altro approccio. Non si può vivere nella menzogna. Sono una persona
religiosa e non sono minimamente preoccupato per il futuro del disclosure. Sono assolutamente
convinto che scopriremo la verità, per me è semplicemente naturale e inevitabile che esistano
altre razze, altrove nella galassia o nelle galassie, tecnologicamente più avanzate di noi e
probabilmente più avanzate spiritualmente, e che dovremmo cooperare con loro, apprendere da loro
e lavorare insieme per costruire un mondo migliore. Prima dobbiamo preoccuparci di migliorare il
nostro mondo, poi avremo modo di collaborare per migliorare la galassia o le galassie. Queste
sono le politiche che dovremmo adottare, e non spendere centinaia di milioni di dollari, quando
ci sono milioni di persone sul nostro pianeta che muoiono di fame o di malattie. Sul piatto della
bilancia da una parte c'è un progetto che costa qualche centinaio di milioni di dollari solo per
soddisfare le brame del complesso militare e industriale, dall'altra la possibilità di salvare
alcune centinaia di milioni di vite umane che altrimenti non avranno scampo. Non le stiamo
aiutando affatto, eppure avremmo la capacità e le risorse per farlo e per dare loro una vita
migliore".
Hellyer: "Sono convinto che si debba fare qualcosa. Plaudo ai loro sforzi. Dobbiamo fare qualcosa
di positivo attraverso la cooperazione e Alfred Webre ha suggerito un periodo di dieci anni di
contatto e cooperazione. Credo sarebbe straordinario e solo il cielo sa a cosa ci porterebbe. Ma
credo che sarebbe di gran lunga più positivo che passare i prossimi dieci anni cercando di
costruire un sistema militare in grado innescare un conflitto intergalattico".
Hellyer: "Certo che non lo vinceremo. Ma questa è una possibilità che alcuni militari non
prenderebbero mai in considerazione. Secondo loro andremmo avanti fino alla vittoria. Conosco la
mentalità militare".
Hellyer: "Solo certe persone fanno i soldi e il resto di noi si indebita. Il nostro è un sistema
monetario decisamente peculiare, che si può conoscere e non conoscere, è uno dei miei interessi
da una vita".
Hellyer: "È un sistema particolare, che decide come si spendono soldi per vincere una guerra. Ma
il modo in cui lo facciamo è indebitandoci ulteriormente e, di conseguenza, ogni volta facciamo
un'altra guerra, la gente ha il fardello di un altro debito su di sé mentre pochi, i padroni
delle industrie degli armamenti, sono i beneficiari. Ma i beneficiari delle industrie belliche
non sono certo quelli che vanno a combattere. Sono quelli che vivono nel lusso continuo, sotto la
guerra. Mentre è la povera gente che va a combattere, è la povera gente che perde i figli e i
padri, gli zii e i fratelli, e che poi deve anche sostenere il debito pubblico, invece di essere
libera di ricostruirsi una vita migliore. Dietro tutto questo ci sono enormi interessi politici.
Interessi talmente grandi che ho difficoltà a trovare le parole per descriverli".
Hellyer: "La gente dovrebbe tenersi informata per come può. Le notizie non mancano. È stata lei a
fare cenno al Disclosure Project, al fatto che ha un po' catalizzato l'attenzione dei media".
Hellyer: "Dobbiamo usare internet a livello globale, per diffondere le informazioni e usare
questo veicolo affinché la gente chieda ai propri politici di agire. Da un po' di tempo in Canada
c'è un gruppo di amici che sta chiedendo al Comitato Difesa del Senato di aprire un'inchiesta e
di ascoltare alcuni dei testimoni del Disclosure Project di Greer, e altri testimoni ancora, e
di parlare con loro. Credo che in Canada ci sarà un riscontro da parte della stampa".
Hellyer: "È possibile, ma se si sottometteranno, sarà soltanto l'ennesima prova di quanto siamo
subalterni rispetto a quello che l'"elefante bianco" ci dice di fare. Se sarà una nostra
iniziativa, potrebbero derivarne delle pressioni. Mi spiego: di solito, le comunicazioni vanno
dal Sud al Nord, ma a volte capita il contrario. Alcuni ascoltano la Canadian Broadcasting
Corporation e altri network: se si riuscisse a ottenere una buona pubblicità, le notizie
potrebbero passare il confine sud, raggiungere gli USA e incoraggiare gli Americani ad attivarsi.
A quel punto, gli Americani dovrebbero chiedere ai membri del Congresso, cosa diamine stanno
facendo con i loro soldi. Quali sono i progetti? Quali sono i progetti segreti e quali le
conseguenze militari? Saranno gli Americani a dover spingere i membri del Congresso a chiarire la
faccenda dei progetti segreti. E, ancora, dovranno chiedere se i politici considerano questi
popoli alieni come nemici... e, se è così, perché? Dimostratecelo e mostrateci le prove. Credo
che l'unica cosa da fare sia continuare a fare pressione sui politici dicendo: "Ehi, ti ho eletto
per prenderti cura dei nostri interessi e non per fare quello che dicono i servizi segreti!".
Quelli non li ha eletti nessuno. Sono solo un manipolo di individui che si credono padroni del
mondo, che fanno solo il proprio interesse, entro una cerchia ristretta in cui mentono l'un
l'altro. E una volta che ti abitui alla menzogna, lo farai anche con il pubblico. Abbiamo la
grande responsabilità di premere sui politici perché dicano che il momento è arrivato. Completo
Disclosure. Vogliamo sapere e di conseguenza avere il potere di decidere se vogliamo imbarcarci
in un progetto per salvare il pianeta in collaborazione con altri, oppure lasciargli mano libera
per costruire una migliore e più potente bomba all'idrogeno, per far saltare i bunker e per fare
molte altre cose che porterebbero, alla fine, a un pianeta virtualmente inabitabile, o
relativamente inabitabile e la scelta, sembra essere quest'ultima".
Hellyer: In sostanza, quello che ho appena esposto. A cominciare dalle prove portate da persone
che hanno grande esperienza in questo campo. Ma non fornirò troppi esempi, per non intasare un
intero capitolo e per non dilungarmi. Sceglierò, forse, otto o dieci testimoni fra i più
attendibili, con esperienze dirette, e parlerò direttamente con loro, in modo da poterli citare
in quanto affidabili e veritieri. Non penso sia molta la gente che sta dicendo la verità. Oggi è
il momento del completo disclosure. Dovrò spiegarne le ragioni e ne svilupperò alcuni aspetti
politici, anche come riflessi sulla politica monetaria. Vi sarà un filo conduttore che legherà
tutto.
Hellyer: Ci metterò un paio due anni per scriverlo. Voglio portare avanti una ricerca adeguata e
renderla attendibile per quanto riuscirò a fare. Non ho una scadenza ma, allo stesso tempo,
voglio iniziare prima possibile e spero di ultimarlo in tempo per le prossime elezioni
presidenziali americane! Per certi versi, non è importante, ma per altri potrebbe fornire
consigli agli elettori sul tipo di alternative cui dovrebbero guardare nelle scelte di partito,
sia negli Stati Uniti sia in Canada. Sarà il mio ultimo tentativo, credo. Per questo voglio che
venga bene. Cercherò di collegare i punti in un insieme.
Hellyer: È una comunità globale, tutti sono coinvolti e il sistema monetario è universale. Non mi
riferisco solo al Nord America. Ciò di cui parliamo è universale. Il fatto che ci siano persone
che muoiono di fame, in una parte del mondo, e gente ricca e ipernutrita dall'altra, è universale,
non è ristretto ad una singola area geografica. Io, dal mio canto, mi concentrerò su quella che
conosco meglio. Potremo avere un mondo di pace, se ci saranno donne e uomini di buona volontà. Ma
non vedo, oggi, donne e uomini e donne di buona volontà. Siamo più interessati ad ucciderci a
vicenda, piuttosto che aiutarci a vicenda. Dunque, se in qualche modo possiamo cambiare le cose,
rivedere le nostre priorità per cambiare rotta, per la nostra vita e per le nostre spese, per
emancipare l'umanità e per "le altre specie", allora cominciamo a pensare che "desiderare un
futuro positivo" non è un'utopia, ma una realtà positiva. È possibile, ne abbiamo i mezzi!
Abbiamo la tecnologia, non ci manca nulla, tranne la volontà politica di farlo. Quella manca. Il
Generale Eisenhower ci mise in guardia. Immagino che fosse al corrente della questione UFO,
quando dichiarò: "State attenti al complesso dell'industria militare". Probabilmente, aveva
concluso che alcune informazioni da parte degli ET stavano andando a finire nelle mani sbagliate
e che in qualche modo dovevamo ristabilire il controllo pubblico su quanto accadeva.
Hellyer: Speriamo di poter lavorare insieme e di produrre qualche risultato positivo.
Giovanni Zavarelli