Il programma spaziale americano
Tra le tante missioni spaziali la più famosa è quella dell'
Tale missione permise ai primi esseri umani di passeggiare sul suolo lunare per raccogliere rocce e polvere da
analizzare nei laboratori di ricerca e confrontarli con le rocce terrestri; installare attrezzature scientifiche
varie, tra le quali alcuni specchi che, riflettendo i raggi laser inviati dal nostro pianeta, permettono ancora
oggi di calcolare con
Apollo 11: "Si sente bene adesso?"
Controllo Missione: "Affermativo! Vi riceviamo, vi riceviamo!"
Apollo 11: "Ah, cos'è quello? Avete una spiegazione?"
Controllo Missione: "Non l'abbiamo! Non vi preoccupate! Continuate con il vostro programma."
Apollo 11: "Mio Dio!... Incredibile! Questo è fantastico! Non lo potreste mai immaginare!"
Controllo Missione: "Roger! Ok, noi sappiamo di quello... però voi andate nell'altra direzione! Andate
dall`altra parte!"
Apollo 11: "Che diavolo è quello?... è molto spettacolare! Mio Dio! Che cosa è... allora me
lo dite cos`è quello?"
Controllo Missione: "Cambiate frequenza... Usate Tango!.. Tango!..."
Apollo 11: "Allora... è una forma di vita quella!"
Controllo Missione: "Roger! Vi stiamo dicendo di cambiare comunicazione! Usate Bravo - Tango, Bravo - Tango...
elezionate Jezebel!... Jezebel!..."
Apollo 11: "Si, ma tutto questo è incredibile!"
Controllo Missione: "Registrate su Bravo - Tango!..., Bravo - Tango!..."
A questo punto le comunicazioni proseguono su un canale radio codificato, impedendo ai radioamatori di ascoltare
lo scambio di battute che stava diventando molto interessante, ma allo stesso tempo molto imbarazzante da spiegare
da parte della NASA, nel caso in cui la faccenda fosse trapelata tra i milioni di telespettatori (tra i quali il
sottoscritto che all'epoca aveva solo 7 anni ma era già affascinato dalle missioni spaziali) incollati
davanti alla TV ed ignari di quanto stesse avvenendo.
La seconda sorpresa avviene durante la fase di
Apollo 11: "Cos'è? Per il Diavolo, cos'è? Non voglio saperne di più! Queste... piccole...
cose... sono gigantesche, sono enormi! No, no, questa è addirittura un'allucinazione. No, no, no, questa
non è un'illusione ottica! Oh, cielo, non ci crederà nessuno!"
Controllo Missione: "Cosa... cosa succede, dannazione? Come state, ragazzi?"
Apollo 11: "Sono là, sotto l'orizzonte!"
Controllo Missione: "Cosa c'è?... (Disturbi radio)... qui è il Controllo Missione che chiama Apollo
11."
Apollo 11: "Roger, siamo qui, ma abbiamo visto altri... devono essere qui da tempo per osservare le attrezzature."
Controllo Missione: "Controllo Missione! Ripetete le ultime comunicazioni!"
Apollo 11: "Dico che ci sono altri veicoli spaziali. Sono allineati sull'orlo del cratere!"
Controllo Missione: "Ripetete! Ripetete!"
Apollo 11: "Lasciateci completare questa orbita, poi... a casa! In 625 a 5... Ho regolato i relè... mi
tremano le mani, non posso... filmare! Dio, chissÀ se queste dannate macchine fotografiche hanno ripreso
qualcosa?..."
Controllo Missione: "Avete fotografato qualcosa di interessante?"
Apollo 11: "Non abbiamo pellicole a portata di mano... (Disturbi radio)... tre colpi dei dischi volanti, o quel
che diavolo sono, possono aver rovinato le pellicole."
Controllo Missione: "Controllo Missione. Qui è il Controllo Missione... siete sulla strada per il ritorno a casa?
... Ripeto, siete sulla strada per il ritorno a casa? Cosa sono tutte queste voci sugli U.F.O.?"
Apollo 11: "Si sono posati là... sono sulla Luna... ci stanno osservando."
Controllo Missione: "Gli specchi, gli specchi, li avete piazzati?"
Apollo 11: "Si, gli specchi sono al loro posto. Ma chi ha costruito simili navi spaziali può andare li
domani e strappare via quei dannati specchi... Passo e chiudo!..."
A questo punto terminano di nuovo, bruscamente, le comunicazioni radio tra l'Apollo 11 ed il Controllo Missione a
Houston, ma questi episodi bastano per farci capire che il
Fino a quando?
Giovanni Zavarelli